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"Chitarra acustica improvvisamente stravolta"
Una musica che mi sembra liberata e allo stesso tempo dominata. Come una massa di materia instabile che risplende da tutte le parti. Arriva quallche volta ad ammansirsi, sembrerebbe che se ne possa qualche volta influenzare la direzione, ma finisce sempre per scivolarci tra le dita, lasciando qualche bruciatura. E' come un formichiere al lavoro...
Xavier Querrel. (Metamkine)
“L’esagerazione”
Tirriddiliu è il giovanissimo Dario Sanfilippo, siciliano, appassionato di musica sperimentale, l’elettroacustica, che raduna le idee sotto forma di approccio istintivo connesso all’intensa ricerca timbrica raffrontabile a quella promossa da labels come Lux Nigra e Baskaru. Nel suo album si rintracciano fasce idm incastrate alla perfezione in movimenti asincronici di ferraglia e drones tetri e tenebrosi. E’ come se la civiltà industriale moderna fosse filtrata da rumorosi drill, da echi di martelli pneumatici, da brusii che paiono scosse telluriche. E poi i consueti glitch, immancabili nell’experimental e che oggi hanno scavalcato il confine andandosi a piazzare anche nella dance di più largo consumo. Quella di Tirriddiliu però è musica non musica, una singolare forma di astrazione che non può che fare riferimento alle idee di Luigi Russolo e del suo rivoluzionario Intonarumori.
technodisco.it.
"Deliranti in circostanze astratte"
"Tirriddiliu" is a word in a sicilian dialect for a very bad, hyper-active child, which destroys everything (a little bastard). This name is quite appropriate for a project of Dario Sanfilippo, a young Italian experimental artist. Actually this thing is not meant to be the music to sleep by, more likely you may need to set this on your alarm clock to fresh yourself up in the early morning. But be aware, this album probably couldn't tune you in the right way to work okay in your office. "Deliranti in circostanze astratte" by Tirriddiliu is maybe, in some way, a follower of plunderphonic music or even free jazz in digital means - nobody knows... No repetitions, no loops, not even one obvious turn of the composition. Only massive flow of pure splintered, sliced and then glued in a crazy way sound.
Andrey Kiritchenko.
"Conglomerato auto-deviante di strumenti suonatori"
Technology has always changed the way of living of human being, at the same time during the 20th century human expansion on the planet has been completed setting the next frontier somewhere else, but where? In the outer space or just in the synapses of our brain?. Sorry but there's a simple reason for this initial silly tripping, this record could be the last of many proofs that laptops in some way have pierced our skull leaving the gray matter out in the open space. The sight probably was not so tasty, but together with the scattered brain cells the eruption gave us a good amount of work for a whole generation of post-freudian/post-jungian psychiatrists. "Conglomerato auto-deviante di strumenti e suonatori" is on Andrey Kiritchenko's Nexound label that itself is already a quality trademark. This talented guy from the south of Italy surprised me for two basic reasons: the first has to do with the fact he's even more glacial than a scandinavian, the second one is related to the incredible maturity he shows in the 14 episodes of this cd. Here we've some electro-acustic music and I'm sure that some sounds have been processed through a pc but what really matters is the good taste Tirriddiliu put in each short piece. This picciotto probably has been influenced by a lot of concrete-contemporary music but it gets evident after every track. A really good work full of ghostly music; I've heard the forthcoming release of this sicilian and I think that's even better. Trinacria is alive and kicking...I swear.
Andrea Ferraris, Chain D.L.K.
"Teufeltanzmasken"
All'intimità dell'Addimmuru si contrappone l'apertura e la collaborazione del progetto del Canzoniere Sintetico, ensemble che vede lo stesso Dario Sanfilippo affiancato da Antonio Mainenti, Manuela Barile e Rinus Van Alebeek. A sentirlo distrattamente sembrerebbe una riunione di pazzi scalmanati intenti alla caciara più oltranzista (e non si può escludere a priori che sia così). In realtà è un riuscito tentativo di far convivere l'improvvisazione e la materia elettroacustica con le radici, la tradizione e l'humus siciliano di cui i quattro musicisti fanno parte. Il disco è diviso in tre parti, "Teufeltanzmasken", "Del porco non si butta mai niente" e "Caveau", alla cui creazione i quattro si sono più o meno alternati. L'impronta etnica è dominante, nell'ironia messa in campo, nella teatralità dei giochi di voce (e naso), nella ripresa di stornelli tradizionali (stornello di Carini [Trad.]; canto dei bastori siculo-baresi (emigrati in Germania) [Trad.]), nell'uso classico di strumenti, quali lo scacciapensieri (notevole l'intreccio con le bordate elettroniche e il canto di Manuela Barile in dance (in barba alla legge)) o la chitarra, e nell'uso invece improprio di oggetti e finanche del territorio stesso (in suonando casa di Tirriddiliu suonano effettivamente la casa!). Pensate al E-NEEM Projekt in chiave avant-elettronica. Se ne sono visti davvero pochi di dischi come il Canzoniere Sintetico, non fatevelo mancare.
Alfredo Rastelli, Sound and Silence.
"Teufeltanzmasken"
Canzoniere Sintetico got their name from singing groups from the 60s and 70s, but they are much more a group of improvisation and they are an international bunch: Rinus van Alebeek (V short, walkman, 4trackrecorder, effects), Tirriddiliu (acoustic guitar, various instruments, objects), Manuela Barile (voice) and Antonio Mainenti (voice, nose, classic guitar, effects) and their idea is to expand beyond the idea of a folk band. They say. But for the outside listener, the reviewer, I hear an interesting bunch of improvised sound collages, involving quite some voices, but also a variety of objects being played. It's perhaps at twenty-three tracks a bit overlong, and some more editing would have been in place, but throughout it's a nice release.
Frans de Waard, Vital Weekly.
"At go go"
In “at go go” il Canzoniere si presenta dimezzato, con il solo Tirriddiliu a coadiuvare Mainenti nell’uso di scacciapensieri, chitarra classica, laptop, voce, loops machine, effetti, percussioni. Il disco, registrato dal vivo a Napoli nel maggio 2006, ha un difficile compito; dura, infatti, è eguagliare in bellezza e originalità un disco come quel “Teufeltanzmasken” di cui sopra, ma i due escono a testa alta da questa sfida. La rilettura dell’iniziale Marranzanata: jew’s harp atmosphere (trad.) ci proietta subito in quello spirito di paese, con il suono reiterato di uno schiacciapensieri, via via doppiato dalla una chitarra acustica e da un tappeto elettronico che prelude ad un dialogo esaltante tra laptop e chitarra acustica nel successivo brano, purpu: tout de go. È un disco più studiato, meno teatrale e cazzaro del suo predecessore (non ci sono le voci, ad eccezione di intermittenti campionamenti nel finale), forse anche meno improvvisato e più concentrato sui contrasti tra acustico e digitale ma altrettanto affascinante e compiuto. Tracce come Zorba e mou, ci mostrano il Canzoniere Sintetico come un gruppo immerso nel folk e nelle proprie radici cui l’elettronica fa da sostegno e da punto di fuga. Jew’s harp at go go, please, don’t go e my voice in black (für Johann Caspar Schmidt), di contro, vedono invece nettamente prevalere l’elettronica. In definitiva “at go go” è un disco bellissimo, a tratti malinconico e umorale; fate in modo che questo lavoro possa vedere la luce.
Alfredo Rastelli, Sound and Silence.
"L'addimmuru"
Also by nature of improvisation comes the release of L'Addimmuru, a duo of Luca Sciarratta on prepared guitar and Dario Sanfilippo on live electronics. Their name means in Sicilian something like stale, rotten, deteriorate, damaged which they find appropriate for their music. It would perhaps be logical to expect some noise, but that's not the case. In stead their eight improvisations are throughout quiet but still roughly edged. Guitar and electronics make nice gestures and work nicely alongside eachother. The sound quality is however not the best there is, which doesn't serve the music very well. Somehow, somewhere I have the feeling there would have been more inside it, if recorded and mixed somewhat better.
Frans de Waard, Vital Weekly.
"L'addimmuru"
L'avevamo preannunciato ed ecco arrivare le prime uscite in cd-r della rudiMENTALE: l'etichetta si affranca così dallo status di semplice net label per intraprendere una strada che si speri la porti ad una distribuzione se vogliamo ‘classica' e ad una maggiore visibilità. Le prime due uscite, in bellissime confezioni home-made numerate, ci presentano i progetti de L'addimmuru, duo composto da Luca Sciarratta, il deus ex-machina dell'etichetta, e Dario Sanfilippo, sorta di geniale manipolatore sonoro, incontrato già con il moniker di Tirriddiliu; e il Canzoniere Sintetico, piccolo combo composto da Antonio Mainenti, Manuela Basile, Rinus van Alebeek e l'onnipresente Tirriddiliu. L'addimmuru è un interessante sequenza di improvvisazioni basate sulla chitarra di Luca Sciarratta, ovvero la fonte primaria per le invenzioni elettroniche di Dario Sanfilippo che ne ha processato in real time il segnale. Diversamente dall'accoppiata Tetuzi Akiyama / Toshimaru Nakamura, alla perenne ricerca della perfetta fusione digitale, l'elettroacustica dell'Addimmuru si sposa con la musica concreta, con derive ambientali dai toni scuri senza però mai scendere nel noise. I due attuano una ricerca incentrata più che sull'umore del momento, su memorie del passato, su suoni ancestrali che sanno di luoghi abbandonati e cantine carbonare.
Alfredo Rastelli, Sound and Silence.
Una musica che mi sembra liberata e allo stesso tempo dominata. Come una massa di materia instabile che risplende da tutte le parti. Arriva quallche volta ad ammansirsi, sembrerebbe che se ne possa qualche volta influenzare la direzione, ma finisce sempre per scivolarci tra le dita, lasciando qualche bruciatura. E' come un formichiere al lavoro...
Xavier Querrel. (Metamkine)
“L’esagerazione”
Tirriddiliu è il giovanissimo Dario Sanfilippo, siciliano, appassionato di musica sperimentale, l’elettroacustica, che raduna le idee sotto forma di approccio istintivo connesso all’intensa ricerca timbrica raffrontabile a quella promossa da labels come Lux Nigra e Baskaru. Nel suo album si rintracciano fasce idm incastrate alla perfezione in movimenti asincronici di ferraglia e drones tetri e tenebrosi. E’ come se la civiltà industriale moderna fosse filtrata da rumorosi drill, da echi di martelli pneumatici, da brusii che paiono scosse telluriche. E poi i consueti glitch, immancabili nell’experimental e che oggi hanno scavalcato il confine andandosi a piazzare anche nella dance di più largo consumo. Quella di Tirriddiliu però è musica non musica, una singolare forma di astrazione che non può che fare riferimento alle idee di Luigi Russolo e del suo rivoluzionario Intonarumori.
technodisco.it.
"Deliranti in circostanze astratte"
"Tirriddiliu" is a word in a sicilian dialect for a very bad, hyper-active child, which destroys everything (a little bastard). This name is quite appropriate for a project of Dario Sanfilippo, a young Italian experimental artist. Actually this thing is not meant to be the music to sleep by, more likely you may need to set this on your alarm clock to fresh yourself up in the early morning. But be aware, this album probably couldn't tune you in the right way to work okay in your office. "Deliranti in circostanze astratte" by Tirriddiliu is maybe, in some way, a follower of plunderphonic music or even free jazz in digital means - nobody knows... No repetitions, no loops, not even one obvious turn of the composition. Only massive flow of pure splintered, sliced and then glued in a crazy way sound.
Andrey Kiritchenko.
"Conglomerato auto-deviante di strumenti suonatori"
Technology has always changed the way of living of human being, at the same time during the 20th century human expansion on the planet has been completed setting the next frontier somewhere else, but where? In the outer space or just in the synapses of our brain?. Sorry but there's a simple reason for this initial silly tripping, this record could be the last of many proofs that laptops in some way have pierced our skull leaving the gray matter out in the open space. The sight probably was not so tasty, but together with the scattered brain cells the eruption gave us a good amount of work for a whole generation of post-freudian/post-jungian psychiatrists. "Conglomerato auto-deviante di strumenti e suonatori" is on Andrey Kiritchenko's Nexound label that itself is already a quality trademark. This talented guy from the south of Italy surprised me for two basic reasons: the first has to do with the fact he's even more glacial than a scandinavian, the second one is related to the incredible maturity he shows in the 14 episodes of this cd. Here we've some electro-acustic music and I'm sure that some sounds have been processed through a pc but what really matters is the good taste Tirriddiliu put in each short piece. This picciotto probably has been influenced by a lot of concrete-contemporary music but it gets evident after every track. A really good work full of ghostly music; I've heard the forthcoming release of this sicilian and I think that's even better. Trinacria is alive and kicking...I swear.
Andrea Ferraris, Chain D.L.K.
"Teufeltanzmasken"
All'intimità dell'Addimmuru si contrappone l'apertura e la collaborazione del progetto del Canzoniere Sintetico, ensemble che vede lo stesso Dario Sanfilippo affiancato da Antonio Mainenti, Manuela Barile e Rinus Van Alebeek. A sentirlo distrattamente sembrerebbe una riunione di pazzi scalmanati intenti alla caciara più oltranzista (e non si può escludere a priori che sia così). In realtà è un riuscito tentativo di far convivere l'improvvisazione e la materia elettroacustica con le radici, la tradizione e l'humus siciliano di cui i quattro musicisti fanno parte. Il disco è diviso in tre parti, "Teufeltanzmasken", "Del porco non si butta mai niente" e "Caveau", alla cui creazione i quattro si sono più o meno alternati. L'impronta etnica è dominante, nell'ironia messa in campo, nella teatralità dei giochi di voce (e naso), nella ripresa di stornelli tradizionali (stornello di Carini [Trad.]; canto dei bastori siculo-baresi (emigrati in Germania) [Trad.]), nell'uso classico di strumenti, quali lo scacciapensieri (notevole l'intreccio con le bordate elettroniche e il canto di Manuela Barile in dance (in barba alla legge)) o la chitarra, e nell'uso invece improprio di oggetti e finanche del territorio stesso (in suonando casa di Tirriddiliu suonano effettivamente la casa!). Pensate al E-NEEM Projekt in chiave avant-elettronica. Se ne sono visti davvero pochi di dischi come il Canzoniere Sintetico, non fatevelo mancare.
Alfredo Rastelli, Sound and Silence.
"Teufeltanzmasken"
Canzoniere Sintetico got their name from singing groups from the 60s and 70s, but they are much more a group of improvisation and they are an international bunch: Rinus van Alebeek (V short, walkman, 4trackrecorder, effects), Tirriddiliu (acoustic guitar, various instruments, objects), Manuela Barile (voice) and Antonio Mainenti (voice, nose, classic guitar, effects) and their idea is to expand beyond the idea of a folk band. They say. But for the outside listener, the reviewer, I hear an interesting bunch of improvised sound collages, involving quite some voices, but also a variety of objects being played. It's perhaps at twenty-three tracks a bit overlong, and some more editing would have been in place, but throughout it's a nice release.
Frans de Waard, Vital Weekly.
"At go go"
In “at go go” il Canzoniere si presenta dimezzato, con il solo Tirriddiliu a coadiuvare Mainenti nell’uso di scacciapensieri, chitarra classica, laptop, voce, loops machine, effetti, percussioni. Il disco, registrato dal vivo a Napoli nel maggio 2006, ha un difficile compito; dura, infatti, è eguagliare in bellezza e originalità un disco come quel “Teufeltanzmasken” di cui sopra, ma i due escono a testa alta da questa sfida. La rilettura dell’iniziale Marranzanata: jew’s harp atmosphere (trad.) ci proietta subito in quello spirito di paese, con il suono reiterato di uno schiacciapensieri, via via doppiato dalla una chitarra acustica e da un tappeto elettronico che prelude ad un dialogo esaltante tra laptop e chitarra acustica nel successivo brano, purpu: tout de go. È un disco più studiato, meno teatrale e cazzaro del suo predecessore (non ci sono le voci, ad eccezione di intermittenti campionamenti nel finale), forse anche meno improvvisato e più concentrato sui contrasti tra acustico e digitale ma altrettanto affascinante e compiuto. Tracce come Zorba e mou, ci mostrano il Canzoniere Sintetico come un gruppo immerso nel folk e nelle proprie radici cui l’elettronica fa da sostegno e da punto di fuga. Jew’s harp at go go, please, don’t go e my voice in black (für Johann Caspar Schmidt), di contro, vedono invece nettamente prevalere l’elettronica. In definitiva “at go go” è un disco bellissimo, a tratti malinconico e umorale; fate in modo che questo lavoro possa vedere la luce.
Alfredo Rastelli, Sound and Silence.
"L'addimmuru"
Also by nature of improvisation comes the release of L'Addimmuru, a duo of Luca Sciarratta on prepared guitar and Dario Sanfilippo on live electronics. Their name means in Sicilian something like stale, rotten, deteriorate, damaged which they find appropriate for their music. It would perhaps be logical to expect some noise, but that's not the case. In stead their eight improvisations are throughout quiet but still roughly edged. Guitar and electronics make nice gestures and work nicely alongside eachother. The sound quality is however not the best there is, which doesn't serve the music very well. Somehow, somewhere I have the feeling there would have been more inside it, if recorded and mixed somewhat better.
Frans de Waard, Vital Weekly.
"L'addimmuru"
L'avevamo preannunciato ed ecco arrivare le prime uscite in cd-r della rudiMENTALE: l'etichetta si affranca così dallo status di semplice net label per intraprendere una strada che si speri la porti ad una distribuzione se vogliamo ‘classica' e ad una maggiore visibilità. Le prime due uscite, in bellissime confezioni home-made numerate, ci presentano i progetti de L'addimmuru, duo composto da Luca Sciarratta, il deus ex-machina dell'etichetta, e Dario Sanfilippo, sorta di geniale manipolatore sonoro, incontrato già con il moniker di Tirriddiliu; e il Canzoniere Sintetico, piccolo combo composto da Antonio Mainenti, Manuela Basile, Rinus van Alebeek e l'onnipresente Tirriddiliu. L'addimmuru è un interessante sequenza di improvvisazioni basate sulla chitarra di Luca Sciarratta, ovvero la fonte primaria per le invenzioni elettroniche di Dario Sanfilippo che ne ha processato in real time il segnale. Diversamente dall'accoppiata Tetuzi Akiyama / Toshimaru Nakamura, alla perenne ricerca della perfetta fusione digitale, l'elettroacustica dell'Addimmuru si sposa con la musica concreta, con derive ambientali dai toni scuri senza però mai scendere nel noise. I due attuano una ricerca incentrata più che sull'umore del momento, su memorie del passato, su suoni ancestrali che sanno di luoghi abbandonati e cantine carbonare.
Alfredo Rastelli, Sound and Silence.
Pagina creata il mercoledì, 01 ottobre 08 | stampa